“Per la Scuola” – L’eleganza letteraria e la sapienza di uno dei padri più nobili della Costituzione-

 

   Una lettura che mi lascia un gusto di nostalgia per una Repubblica incompiuta, questa de “La Scuola”.

  Piero Calamandrei individuava nella mobilità sociale il principale compito della scuola. L’opportunità aperta a tutti, indipendentemente dalla nascita, di entrare a far parte della classe dirigente, come garanzia di una giustizia sociale, ma anche come necessità di un rinnovamento più efficace dei gruppi dirigenti.

  Per questo, per lui, la scuola era «un organo costituzionale» della democrazia e considerava come la più iniqua e dannosa delle disuguaglianze il privilegio nell’istruzione.
Privilegio rafforzato, quando la scuola pubblica è resa povera e indebolita al confronto di una privata ricca e protetta. Ancor peggio quando questa, col finanziamento statale all’istruzione privata, diventa scorciatoia verso una scuola di partito, o di setta, o di chiesa.

  Sono argomentazioni di una stupefacente attualità, oggi resa ancor più bruciante per il fatto che il sistema dell’istruzione in Italia sembra periodicamente riavvolgersi intorno agli stessi problemi irrisolti. E il non averli mai definitivamente risolti fa, di questi appassionati e lucidi interventi sulla Scuola lontani mezzo secolo, scritti con l’eleganza letteraria e la sapienza di uno dei padri più nobili della Costituzione, anche una specie di lente per rileggere la storia d’Italia. Un memorandum.

«L’analisi di Calamandrei – scrive Tullio De Mauro nell’Introduzione – si impone oggi come ieri. Passa attraverso la capacità di promuovere una istruzione che rialzi in tutta la società i livelli di cultura, la possibilità di realizzare una compiuta democrazia che dia a tutte e tutti una effettiva pari dignità».

Autore: Piero Calamandrei calamandreiscuola
Titolo: Per la Scuola
Lingua: italiano
Genere: Saggistica
Edizione: Sellerio “La memoria” 2008

 

Annunci

Il corpo ci parla? 

 ​Il linguaggio dell’inconscio è il linguaggio analogico, mentre il linguaggio del pensiero razionale è un linguaggio digitale: uno vede l’insieme, vede l’unità, percepisce che tutto è correlato e che ogni cosa è la metafora di qualcos’altro, le sue lettere sono il simbolo.
L’ altro vede il particolare perché divide, separa, analizza cercando di capire estrapolando l’osservato dal suo contesto. È soggettivo in un certo senso. 

Il linguaggio analogico è il linguaggio dell’universo. La Natura – qualcuno la chiama Creatore o Dio o possiamo chiamarla Filippo oppure come vogliamo – parla all’uomo attraverso segni, simboli, metafore e l’uomo non può egli stesso non usare lo stesso linguaggio, prima di tutto con se stesso e poi con la Natura.

 Ed è così che l’inconscio comunica al conscio, al corpo,  i suoi bisogni, i suoi desideri, i suoi malesseri.

 Poiché il corpo è la forma fisica dell’inconscio e quindi delle emozioni di un essere umano, quando c’è un sintomo, un dolore o una malattia significa che l’inconscio sta comunicando un malessere e lo fa con il suo linguaggio, l’unico che conosce: l’analogia.

Attraverso i sintomi che dobbiamo comprendere.

 Il linguaggio analogico comunica attraverso metafore, motti di spirito, parabole, barzellette, proverbi, ma soprattutto attraverso l’arte. Quando l’emisfero destro, sede del linguaggio analogico, è supportato e (soprattutto) rispettato da un emisfero sinistro, sede del linguaggio digitale, può fare grandi cose.

 Così come, affinché ci sia ordine, l’emisfero destro comunica con l’emisfero sinistro, così la mente razionale può imparare il linguaggio analogico del corpo (che è espressione dell’inconscio).

 Tutto questo potebbe essere soggettivo. Digitale. Certo. Secondo quello che ho visto io. 

E voi? 

Verso un impegno mutuo.

model3

VERSO UN IMPEGNO RECIPROCO
Perché una responsabilità condivisa nell’affrontare le sfide del mondo è la chiave per
risolvere la crisi globale in un mondo interdipendente

Nonostante decenni di sforzi inimmaginabili risorse e progettazione da parte delle Nazioni Unite per
eliminare l’ineguaglianza , lo sfruttamento e la mancanza di condizioni base per vivere, questi problemi
ancora sono una delle più grandi sfide in numerosi paesi.

Intorno al mondo 1,4 milioni di persone vivono
con meno di $2 al giorno, mentre $5,2 miliardi di valore di cibo sono sprecati ogni anno solo in Australia.
Jonathan Bloom , autore della “Terra Desolata Americana : Come L’America butta via quasi la metà del
suo cibo “ scrive che :” Più del 40% del cibo prodotto per il consumo viene sprecato dagli americani. Il
costo totale del cibo sprecato arriva ad una cifra annuale di più di 100 miliardi di dollari. “ Ancora peggio ,
il divario tra gli abbienti ed i meno abbienti si sta allargando con il tempo invece di restringersi.
Per decenni gli sforzi delle nazioni in via di sviluppo in cerca di aiuti per cibo, salute e crescita tra i paesi
più ricchi hanno portato a dei risultati inadeguati. Sino ad oggi non c’era altra scelta perché il nome del gioco
era”il vincitore prende tutto”.
Il divario non è solo tra le nazioni ma anche tra i paesi. La sensazione di privazione causa tensioni sia
nazionali che internazionali e alla luce della crisi globale la situazione potrebbe diventare anche molto
peggiore.
Ma ora il gioco è cambiato. La recente nascita della Primavera delle Nazioni ci sta insegnando una lezione
alla quale dovremmo fare molta attenzione :il mondo è connesso e quello che circola va in giro. La
globalizzazione ci ha reso tutti interdipendenti e nessuna nazione può sfruttare altre nazioni semplicemente
perché è più forte o lo pagherà caro. Come possiamo vedere paesi che ieri sembravano irraggiungibili oggi
stanno crollando dall’interno , mantenendo la solvibilità grazie a nazioni che pochi anni fa erano trattate
come inferiori.
Nella realtà odierna globalizzata o vinciamo tutti o perdiamo tutti perché siamo interdipendenti. Quando un
certo numero di persone al mondo aprirà i propri occhi alla realtà della globalizzazione e condividerà la
responsabilità si avrà un grande mutamento. I paesi e le persone non si sfrutteranno l’un l’altro; non più gli
enormi consorzi sfrutteranno dei lavoratori sottopagati intorno al mondo;non sarà più permesso ai bambini di
morire di fame e malattie che possono essere trattate con comuni antibiotici e non si abuserà delle donne
solo perché sono donne. Invece in un mondo in cui le persone comprendono che il loro benessere dipende dal
benessere degli altri, si prenderanno cura degli altri che si prenderanno cura di essi a loro volta.
Quando succederà questo cambiamento termini come “primo mondo” e “ terzo mondo “ cesseranno di
esistere. Ci sarà solo un mondo e le persone che ci vivono.
PORTARE IL CAMBIAMENTO


Per attualizzare quello su detto, due cose sono di fondamentale importanza : il pronto soccorso e
l’istruzione.
Il pronto soccorso vuol dire che iniziamo a fare una campagna mondiale che spiega perché in una realtà
globale la fornitura insufficiente di cibo, la mancanza di acqua potabile non hanno scusanti e devono essere
eliminati subito. E’ facile mostrare che il costo degli investimenti si ripaga con gli interessi in pochi anni.
Paesi come l’India, il Vietnam e l’Indonesia sono dei meravigliosi esempi per tutte queste sfide ancora
esistenti.

L’istruzione significa informare le persone della nuova era della globalizzazione , della reciproca
dipendenza e della condivisa responsabilità della quale tutti facciamo parte. La recente crisi finanziaria
globale e le serie di rivolte intorno al mondo sono una prova sufficiente del fatto che ci influenziamo l’un
l’altro su tutti i livelli di vita – economico, sociale e persino emotivo ( come referenza vedere
“Globalizzazione della rabbia” di Thomas Friedman ).
Al primo livello del processo educativo le persone comprenderanno che non è pensabile che circa un
miliardo di persone muoia di fame mentre un altro miliardo butta via quasi la metà del cibo che compra e
soffre di obesità. Una volta che sono fornite le prime necessità di vita a tutta la popolazione mondiale si
inizierà il livello due.
Il secondo stadio si concentrerà nell’aumentare l’unità e la solidarietà tra gli individui e le nazioni in
congruenza con la realtà attuale .
In natura, l’unità, la reciprocità e la responsabilità reciproca sono dei prerequisiti per la vita . Nessun
organismo può sopravvivere se le cellule non operano in armonia. Allo stesso modo nessun ecosistema
prospera se uno dei suoi elementi viene rimosso.
Sino a poco tempo fa l’umanità era l’unica specie che non seguiva la legge della dipendenza reciproca e della
reciprocità. Abbiamo creduto che la legge della natura fosse “ la sopravvivenza del più forte”. Ma ora
iniziamo a capire che anche noi siamo soggetti all’interdipendenza e dobbiamo stare a questa regola se
vogliamo sopravvivere.
LA CAMPAGNA
Per inculcare il messaggio della responsabilità reciproca e dell’interdipendenza stiamo suggerendo di
dichiarare il prossimo anno , che la Nazioni Unite hanno intitolato “L’anno delle cooperative” ,il punto
iniziale del mutamento della forma mentis globale verso l’urgente bisogno di impegno reciproco per
mantenere la società e l’economia sostenibili.
I Passi del Mutamento
1. Dovremmo radunare sotto gli auspici delle Nazioni Unite un forum internazionale di scienziati (delle scienze più difficili come anche di quelle sociali ed umanistiche), artisti, pensatori,
economisti,persone di successo negli affari e persone famose per dichiarare l’inizio dell’Anno
delle Cooperative. In questa conferenza i partecipanti si impegneranno a fare il loro massimo per
sradicare la fame e la povertà. Essi saranno abilitati dai loro paesi per ideare una campagna
mondiale per infondere la consapevolezza della globalizzazione, della responsabilità condivisa e
dell’interdipendenza.
2. Alla fine del forum squadre delle Nazioni Unite lavoreranno con ciascun paese per ideare le
campagne mediatiche, programmi scolastici, cartelli stradali e qualsiasi altro mezzo pubblicitario
per promuovere i concetti su menzionati. Lo scopo della campagna sarà rendere il concetto di
sfruttamento abominevole e l’idea della condivisione e del prendersi cura in accordo con la legge
naturale e persino lodevole.
3. Le squadre delle Nazioni unite saranno convocate regolarmente nella sede centrale delle Nazioni
Unite per fare il resoconto e sincronizzare le loro mosse creando così un avanzamento uniforme
globale verso l’unità e la responsabilità reciproca. Gli incontri delle squadre saranno trasmessi in
diretta per dimostrare la trasparenza ed aumentare la credibilità a soprattutto per dare l’esempio
di come possa diventare produttivo il lavoro quando si lavora assieme ed avremo successo.

ISTITUTO ARI  

INFO SUL FONDATORE DELL’ISTITUTO ARI

FONTE E ARTICOLO ORIGINALE IN PDF QUI

Gli affari del Signor Giulio Cesare – Bertold Brecht

rugby_giulio_cesare--400x300

Che ci fa un giovane avvocato appassionato di storiografia di buon mattino lungo una strada di campagna tra gli olivi? Ha un’ottima ragione per trovarsi lì: vent’anni dopo la morte di Cesare si sta recando nella tenuta di Mumlio Spicro, ex ufficiale giudiziario ed ex banchiere, che si dice detenga i segretissimi diari di Raro, ex intendente di casa del signor Giulio Cesare. Da questi diari lo storiografo si aspetta di ricavare informazioni preziosissime per ricostruire la figura del fondatore dell’Impero. Ne ricaverà senz’altro, ma non nel senso che si aspettava.

CONTINUA A LEGGERE QUI

Da Animale a Umano. La variabile Ego applicata all’equazione della Natura.

hector-and-andromache-de chirico-1912

Quello della formazione dei banchi di pesci è un comportamento molto diffuso in natura. Il banco è un insieme di individui senza una apparente differenziazione comportamentale tra i componenti, senza un capo, senza rapporti di sudditanza. Esso può essere formato da pochi fino a milioni di individui tuttavia si muove come un unico organismo più che come un insieme di organismi, cioè tutti i membri di un banco tendono a fare le stesse attività insieme. Il cambiamento di direzione all’interno del banco sembra essere un’azione concertata, istantanea da parte di tutti i membri, azione che può partire anche da individui ben all’interno del banco.

Tutto questo è certo affascinante e spesso ci troviamo ad ascoltare o a dire noi stessi: “dovremmo imparare dagli animali”.

Ma davvero questo potrebbe bastare? Forse già lo facciamo, ma le nostre peculiarità di persone non riescono a replicare la grande funzione del Sistema Natura. Il nostro individualismo e il nostro egoismo sono delle variabili che non lasciano scampo e che dovremmo tener presente in un’ipotetica equazione sociale di accostamento alla Natura.

E allora, forse, questa nostra similitudine viene usata a nostro svantaggio. E come un’altra variabile, questa puramente umana e volontaria, lo svantaggio volontario applicato con cognizione e intenzione avverso qualcuno, porta un vantaggio al fautore -o fautori- dello stesso.

Fautori di un gioco di prestigio. Come tutti i giochi il trucco c’è. Complotti, demagogia, nuovo ordine mondiale? Nulla di tutto questo, per carità.

Soltanto un trucco di cui noi stessi siamo partecipi e inconsapevoli complici.

Il termine “Controllo delle Masse”, si può ancora usare e si deve usare senza per questo scadere nelle facilonerie affascinanti del complotto mondiale. La Psicologia delle Masse non è un’invenzione ne odierna ne demagogica.

Agiamo come gruppo, come massa apparentemente organizzata, come un banco di pesci diveniamo un organismo unito. E in quel momento, credendo di perdere il nostro individualismo ed egoismo, pensando addirittura che sia un bene,  perdiamo la nostra indipendenza individuale. Siamo controllati dalla forza collettiva e questo è fatto a proposito da qualcuno che è stato scelto più in alto.

Queste persone gestiscono le masse dall’alto in questa maniera. Di solito sono persone molto carismatiche che, in una sorta di ipnotismo, influenzano le masse. Questo viene fatto dicendoci che l’egoismo è deleterio, è un male che va estirpato, che va eliminato. L’egoismo come male supremo da combattere uniti.

Il pubblico, le masse, perdono individualità, personalità vengono integrate e vengono annullate in un surrogato d’altruismo. Pozione venduta e comprata da noi come pura ma con un retrogusto d’inganno.

In questo modo non decidiamo mai da soli ma secondo tutto l’insieme che viene mosso dall’alto.

Ogni cosa è collettiva in modo tale da essere come una mandria, come gli animali e, come tali, siamo pronti a fare di tutto, tutti perdono la propria forza, il desiderio individuale, sono tutti per il bene degli altri ma senza nessun controllo. Uno corre e tutti corrono; non sappiamo perché ma qualcosa ci guida; pensiamo di aver fatto tutto insieme agli altri in tutta indipendenza.

Ma siamo senza controllo. Guardiamo cosa succede nelle masse in tanti paesi ultimamente.

E questo, è stato alla base di tutte le rivoluzioni della Storia che non hanno portato a nulla di concreto; almeno come cambiamento da individuale a mutuo apporto sociale. Non è demagogia, alieni, nuovo ordine regionale nazionale mondiale o altre fantomatiche facilonerie affascinanti per you tube. Questo è ciò su cui è fondata la psicologia delle masse, così vengono manipolate, per portare sempre più in basso la mente. Basta fornire uno slogan, darci un leader carismatico e il gioco è fatto.

Ma potrebbe esistere per noi una psicologia diversa? Potremmo accettare il nostro egoismo senza dover per forza combatterlo per eliminarlo come invece ci suggeriscono da varie parti pseudo mistiche, sociali, religiose? Potremmo mantenere il nostro egoismo senza annullarlo e raggiungere un bene comune, pur agendo per scelta nel bene nei confronti degli altri?  Potremmo usare il nostro egoismo, invece di sopprimerlo, senza essere veicolati dentro una massa comune in attesa di un segnale qualsiasi che ci faccia muovere,  senza controllo.

Questa la vera sfida, secondo me.

Potremmo allora:  applicare la variabile umana al comportamento carico di fascino dell’intelligenza animale di un banco di pesci. Questa potrebbe essere una sfida interessante. Una vera rivoluzione.

Una collettività che ci elevi dall’essere solo degli animali. E divenire, finalmente, Umani.

 

Single vs Famiglia – La nuova battaglia

fotopostblog1

Nei Paesi occidentali c’è stata una forma di responsabilità che prima funzionava, in cui si prendeva in considerazione la possibilità di permettere all’altro di utilizzare una parte della propria libertà in cambio della possibilità reciproca. La libertà è facoltativa ora, essa appartiene alla categoria dei diritti.

Una persona libera è qualcuno che manifesta la disponibilità a sottomettere se stesso e chi gli sta intorno nella ricerca di raggiungere qualcosa di meglio.

L’aggressività della concorrenza con la famiglia, porta a una mancanza di obiettivi comuni, alla mancanza di vicinanza e di sostegno. Una persona single è più felice quando sente che sta vivendo correttamente, quindi essa conduce una guerra ovunque contro la famiglia e le sue fondamenta.

I single sono il prodotto del benessere sociale, che è crollato, creato a seguito di una lotta competitiva per la sopravvivenza. Più single ci sono, più rigida e tagliente è la lotta. Essi sono la ragione del crollo della società, come un edificio in cui il bene comune ha perso il suo valore, e al suo posto vengono posti gli interessi egoistici di persone singole. L’egoismo è la caratteristica che impersona la mancanza di maturità e l’infantilismo. E’ facile manipolare le persone immature. La flessibilità e la giustezza delle loro azioni, che si è sviluppata a seguito di una mancanza di obblighi familiari, è un grande vantaggio.

Una persona single nel suo spazio chiuso non è felice come sembra, ma non è pronta a riconoscere questo. Se essere single è una scelta consapevole, questo non può essere considerato un segno di felicità e desiderio di essere liberi. Piuttosto, indica l’esistenza di problemi emotivi, dal momento che le persone non sono nate per essere single e vivere in solitudine.

Penso che la distruzione delle famiglie sia il risultato del crescente egoismo, come è crescente la violenza di popoli e nazioni. Tutto questo ci porta alla necessità di ripensare l’essenza del nostro sviluppo e la necessità di trovare una soluzione. Questa soluzione sta nell’applicazione del principio di unità sopra tutti i difetti e le contraddizioni, di tutti e della società nel suo insieme

Il nostro essere laboratorio, sperimentatore, sperimentato.

 Bertrand Russell_58_Ogni umana attività é indotta dal desiderio

Alla fine, ho deciso di adoperare un po’ del mio tempo alla ricerca di letture diverse, scoprendo dei libri molto interessanti.

Posso dire grazie, alla mia estrema e  -come mia moglie ama definire da più di vent’anni-  “infantile curiosità”, e grazie a qualcosa che in passato avevo snobbato:  il libro digitale, chiamato e-book.

Infatti, con pochi euro, ho acquistato questo testo e scoperto, o almeno cominciato a capire,  cosa s’intende in  realtà  per  kabbalah: un metodo scientifico, empirico e sperimentato. Dove il laboratorio, i ricercatori e gli oggetti della sperimentazione,  siamo noi stessi. La gioia di vedere il nostro “essere umani”, responsabili di noi stessi e del nostro ambiente.

Credo che continuerò l’esplorazione con altri titoli di questo autore  di cui avevo ordinato un libro tempo fa,  questo .

un po’ più alto di prezzo perché in edizione cartacea. Ma ne è valsa la pena.

Un Autore, Michael Laitman,  che sta avvalorando e stimolando l’idea che caldeggio da anni, almeno venti, gli stessi appunto passati a sentir mia moglie parlare di “infantile curiosità”: la “nostra” responsabilità sulla “nostra” vita. Niente di più ma niente di meno. Al di là di favole infernali o paradisiache, di frutti velenosi e serpenti ingannatori, di poteri più o meno temporaleschi.

Ho avuto, in realtà,  la sensazione della vista mattutina di  un cielo sereno, un mondo dai colori saturi e limpidi  dopo una notte  sotto il…Potere del Temporale, appunto.

Questo è un diario di appunti. Mi appunto quindi i collegamenti, chiamati link, dove trovare in futuro, sia gli e-book sia le versioni in pasta di cellulosa o da riciclo, chiamata carta, scritti dallo stesso Autore: E-book     Cartaceo