Da Animale a Umano. La variabile Ego applicata all’equazione della Natura.

hector-and-andromache-de chirico-1912

Quello della formazione dei banchi di pesci è un comportamento molto diffuso in natura. Il banco è un insieme di individui senza una apparente differenziazione comportamentale tra i componenti, senza un capo, senza rapporti di sudditanza. Esso può essere formato da pochi fino a milioni di individui tuttavia si muove come un unico organismo più che come un insieme di organismi, cioè tutti i membri di un banco tendono a fare le stesse attività insieme. Il cambiamento di direzione all’interno del banco sembra essere un’azione concertata, istantanea da parte di tutti i membri, azione che può partire anche da individui ben all’interno del banco.

Tutto questo è certo affascinante e spesso ci troviamo ad ascoltare o a dire noi stessi: “dovremmo imparare dagli animali”.

Ma davvero questo potrebbe bastare? Forse già lo facciamo, ma le nostre peculiarità di persone non riescono a replicare la grande funzione del Sistema Natura. Il nostro individualismo e il nostro egoismo sono delle variabili che non lasciano scampo e che dovremmo tener presente in un’ipotetica equazione sociale di accostamento alla Natura.

E allora, forse, questa nostra similitudine viene usata a nostro svantaggio. E come un’altra variabile, questa puramente umana e volontaria, lo svantaggio volontario applicato con cognizione e intenzione avverso qualcuno, porta un vantaggio al fautore -o fautori- dello stesso.

Fautori di un gioco di prestigio. Come tutti i giochi il trucco c’è. Complotti, demagogia, nuovo ordine mondiale? Nulla di tutto questo, per carità.

Soltanto un trucco di cui noi stessi siamo partecipi e inconsapevoli complici.

Il termine “Controllo delle Masse”, si può ancora usare e si deve usare senza per questo scadere nelle facilonerie affascinanti del complotto mondiale. La Psicologia delle Masse non è un’invenzione ne odierna ne demagogica.

Agiamo come gruppo, come massa apparentemente organizzata, come un banco di pesci diveniamo un organismo unito. E in quel momento, credendo di perdere il nostro individualismo ed egoismo, pensando addirittura che sia un bene,  perdiamo la nostra indipendenza individuale. Siamo controllati dalla forza collettiva e questo è fatto a proposito da qualcuno che è stato scelto più in alto.

Queste persone gestiscono le masse dall’alto in questa maniera. Di solito sono persone molto carismatiche che, in una sorta di ipnotismo, influenzano le masse. Questo viene fatto dicendoci che l’egoismo è deleterio, è un male che va estirpato, che va eliminato. L’egoismo come male supremo da combattere uniti.

Il pubblico, le masse, perdono individualità, personalità vengono integrate e vengono annullate in un surrogato d’altruismo. Pozione venduta e comprata da noi come pura ma con un retrogusto d’inganno.

In questo modo non decidiamo mai da soli ma secondo tutto l’insieme che viene mosso dall’alto.

Ogni cosa è collettiva in modo tale da essere come una mandria, come gli animali e, come tali, siamo pronti a fare di tutto, tutti perdono la propria forza, il desiderio individuale, sono tutti per il bene degli altri ma senza nessun controllo. Uno corre e tutti corrono; non sappiamo perché ma qualcosa ci guida; pensiamo di aver fatto tutto insieme agli altri in tutta indipendenza.

Ma siamo senza controllo. Guardiamo cosa succede nelle masse in tanti paesi ultimamente.

E questo, è stato alla base di tutte le rivoluzioni della Storia che non hanno portato a nulla di concreto; almeno come cambiamento da individuale a mutuo apporto sociale. Non è demagogia, alieni, nuovo ordine regionale nazionale mondiale o altre fantomatiche facilonerie affascinanti per you tube. Questo è ciò su cui è fondata la psicologia delle masse, così vengono manipolate, per portare sempre più in basso la mente. Basta fornire uno slogan, darci un leader carismatico e il gioco è fatto.

Ma potrebbe esistere per noi una psicologia diversa? Potremmo accettare il nostro egoismo senza dover per forza combatterlo per eliminarlo come invece ci suggeriscono da varie parti pseudo mistiche, sociali, religiose? Potremmo mantenere il nostro egoismo senza annullarlo e raggiungere un bene comune, pur agendo per scelta nel bene nei confronti degli altri?  Potremmo usare il nostro egoismo, invece di sopprimerlo, senza essere veicolati dentro una massa comune in attesa di un segnale qualsiasi che ci faccia muovere,  senza controllo.

Questa la vera sfida, secondo me.

Potremmo allora:  applicare la variabile umana al comportamento carico di fascino dell’intelligenza animale di un banco di pesci. Questa potrebbe essere una sfida interessante. Una vera rivoluzione.

Una collettività che ci elevi dall’essere solo degli animali. E divenire, finalmente, Umani.

 

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Una nuova scuola per il 21° secolo

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Lo stato attuale dei giovani di oggi riflette la realtà del 21° secolo.

In superficie, i nostri ragazzi possono sembrare superficiali, indifferenti, persi nel regno virtuale degli smartphone e dei tablets, ma la verità della situazione è che loro sono molto più progrediti di noi. È una generazione che vive e respira in un mondo connesso, veloce e integrale dove le frontiere politiche non esistono e dove tutti sono cittadini di un ambiente globale.

Se guardiamo nei loro cuori, scopriremo un’intera generazione che non si accontenta di seguire il percorso sicuro di un istituto, della carriera, dei figli, ma cerca di sapere il “che cosa?”. Vuole capire il suo ruolo nel mondo e quale tipo di connessioni si devono stabilire per ottenere la felicità. Questo è il motivo per cui è irriverente verso i sistemi scolastici che abbiamo costruito. Non è di un’informazione senza vita che ha bisogno, ha bisogno dell’educazione nel senso più pieno della parola. Continua a leggere “Una nuova scuola per il 21° secolo”